La polizza di tutela legale copre il rischio di essere coinvolti malauguratamente in procedimenti penali o civili. Consentirebbe di evitare la spesa di ingenti somme di danaro per pagare il proprio avvocato. E visto che i processi pendenti davanti ai nostri uffici giudiziari sono oltre 5.200.000 (dati Cassazione a fine 2022) e che ogni contenzioso riguarda almeno due soggetti, si evince che il rischio legale coinvolge tutti: Si potrebbe averne bisogno nella vita privata, in quella professionale, nella circolazione stradale, nell’attività di impresa. Le garanzie di tutela legale possono essere una componente “embedded”, cioè all’interno di una polizza multirischio o possono formare oggetto di un contratto “stand alone”. È generalmente preferibile stipulare un contratto specifico per questa tipologia di rischio per 2 motivi: sia per il contenuto più esteso, sia per evitare possibili conflitti di interessi laddove si debba agire contro la stessa compagnia che assicura altre prestazioni all’interno dello stesso contratto. Una delle regole di base della tutela legale (articolo 174 del Codice delle assicurazioni private) è la libera scelta del legale in caso di sinistro, cioè in caso di coinvolgimento dell’assicurato in una controversia legale.
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