Trenta detenuti lavorano in 3
carceri per rigenerare i modem per la connessione a internet. I modem vecchi non finiscono in discarica o nei centri per lo smaltimento, ma passano attraverso una serie di verifiche e interventi per essere poi inseriti nel circuito. I detenuti si occupano di testare gli strumenti, di ripulirli e quindi sistemarli all’interno delle confezioni prima di consegnarli agli addetti della logistica che provvedono alla distribuzione in tutta Italia. L’attività permette un risparmio notevole: comprarne uno nuovo costa 90 euro, lavorarne uno ritirato dal mercato e rimetterlo nel circuito costa 30 euro. L’accordo tra ministero della Giustizia e imprese è un mix costituito da lavoro, economia circolare e riscatto sociale.
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