Salute

Vaccini, la prevenzione per gli anziani diventa risparmio per la società: le proposte di HappyAgeing

(LaPresse) Vaccinare gli anziani non solo per garantire un invecchiamento migliore ma anche per portare risparmio al Sistema sanitario nazionale. Con questi obiettivi si è svolta oggi a Palazzo Baldassini a Roma l’Assise Nazionale sulla Prevenzione delle Malattie Infettive nell’Anziano. Il dibattito, organizzato su iniziativa di HappyAgeing, Alleanza Italiana per l'Invecchiamento Attivo, si è concentrato, più che su quanto costa prevenire, su quanto costa non farlo. L’Office of Health Economics ha calcolato che per ogni euro investito nella vaccinazione contro l’Herpes Zoster negli anziani può generare fino a 782 euro di beneficio per la società. L’analisi tecnico-scientifica presentata oggi è stata raccolta nel documento “Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia. Quadro epidemiologico, carico di malattia, offerta vaccinale e profili di costo-efficacia”. Analisi elaborata dagli esperti delle Università di Pisa e di Bari sotto la responsabilità scientifica dei Professori Caterina Rizzo e Silvio Tafuri. Il documento è stato presentato da HappyAgeing al Ministero della Salute e al CIP (Coordinamento Interregionale Prevenzione) che, attraverso la Cabina di regia, stanno lavorando alla costruzione del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV). Un documento con cui, come spiega Caterina Rizzo, Prof. ordinaria di Igiene generale ed applicata all’Università di Pisa “abbiamo cercato di mettere insieme tutte le evidenze della letteratura scientifica internazionale secondo una metodologia standardizzata. Lo abbiamo fatto perché è importante la vaccinazione dei soggetti adulti sopra i 60 anni e le evidenze ci dicono che crea valore”. Un lavoro che parte soprattutto dalla comunicazione dei rischi alla popolazione anziana, come spiega il Presidente del Comitato tecnico-scientifico di HappyAging Michele Conversano: “Gli anziani spesso non percepiscono il rischio e non conoscono l’immunosenescenza, quindi il calo delle difese nell’età anziana, e le complicanze anche molto gravi che possono derivare” e poi le altre proposte di HappyAging secondo cui: “sicuramente serve avere un Piano nazionale sempre aggiornato con le innovazioni che la scienza ci mette a disposizione per aumentare la copertura vaccinale. Serve anche aumentare la rete dei punti in cui si effettuano le vaccinazioni. Al di là dei soliti centri vaccinali anche le case di comunità, gi ospedali, i poliambulatori e le farmacie”. Oggetto dell’analisi presentata oggi cinque vaccini: pneumococco, Herpes Zoster, influenza, difterite-tetano-pertosse, VRS (Virus Respiratorio Sinciziale) e Covid-19. Iniziative come questa sono sempre più importanti in un paese sempre più anziano. “Il cambiamento demografico è una dato di fatto. Uno stravolgimento della società” spiega Anna Odone, Prof. di Sanità Pubblica all’Università di Pavia. “Un cambio demografico che ha implicazioni importanti sui bisogni di salute e sulla capacità di soddisfarli. Quindi intendiamo la vaccinazione dell’anziano non solo come strumento di prevenzione di infezioni e patologie ma come vero e proprio strumento di invecchiamento in salute. Le evidenze si stanno accumulando sul potenziale dei vaccini di prevenire anche malattie croniche e degenerative. Il messaggio forte è di considerare la prevenzione come un asset a supporto della sostenibilità di un servizio sanitario che ne ha davvero bisogno”. L’Assise Nazionale sulla Prevenzione delle Malattie Infettive nell’Anziano è stata realizzata con il contributo non condizionante di CSL Seqirus, GSK GlaxoSmithKline, Moderna, MSD Italia, Pfizer e Sanofi. In conclusione, come dichiarano congiuntamente Tania Scacchetti, Segretaria Generale SPI CGIL, Annamaria Foresi, Segretario Nazionale FNP CISL, e Carmelo Barbagallo, Segretario Generale UIL Pensionati: “In una società in cui l’età anagrafica cresce sempre di più, garantire la longevità, e quindi un invecchiamento in buona salute, è fondamentale”.
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