Salute

Patologie renali rare, presentato alla Camera documento per standardizzare diagnosi

Standardizzare i referti delle biopsie renali, migliorare la tempestività della diagnosi e rafforzare la collaborazione tra centri specialistici attraverso reti cliniche e strumenti digitali. Sono gli obiettivi del Documento di Consenso 'Dal referto alla rete: standard comuni per la diagnosi istopatologica delle patologie renali rare', presentato oggi, giovedì 29 ottobre, nella Sala Stampa della Camera dei deputati. L’iniziativa, realizzata con il contributo non condizionante di Sobi Italia su iniziativa di Ilenia Malavasi, membro della XII Commissione della Camera, è stata dedicata al miglioramento della qualità e della tempestività della diagnosi delle patologie renali rare e croniche. Nel corso della conferenza stampa, l’onorevole Malavasi ha evidenziato la necessità di definire criteri diagnostici uniformi e codici condivisi per elaborare registri di patologia e raccogliere dati confrontabili a livello nazionale. Un percorso che, ha spiegato, punta a costruire una rete di centri di riferimento e strutture collegate per garantire "uniformità di accesso, equità, appropriatezza diagnostica, ma anche qualità del percorso diagnostico-terapeutico". Luca De Nicola, presidente della Società italiana di nefrologia (Sin), ha richiamato l'attenzione sull'importanza della diagnosi precoce, in particolare per le glomerulonefriti, per le quali la biopsia renale rappresenta un passaggio fondamentale nell'identificazione della patologia. "Per fare la diagnosi precoce bisogna ricevere il paziente", ha sottolineato, indicando anche la necessità di riconoscere tempestivamente le anomalie urinarie che possono essere alla base di queste malattie. I registri, ha aggiunto, sono importanti dal punto di vista epidemiologico, ma devono essere accompagnati da strumenti efficaci per individuare i segnali iniziali della patologia. Sul piano organizzativo, Manuela Tamburo De Bella, responsabile dell'Unità operativa semplice Reti cliniche ospedaliere e monitoraggio DM 70/2015 di Agenas, ha sottolineato il ruolo delle reti cliniche nel garantire la presa in carico dei pazienti, dalla diagnosi alla terapia e alla valutazione degli esiti. Tra gli strumenti indicati, la telepatologia può contribuire a ridurre gli spostamenti dei pazienti e ad accelerare l'esecuzione degli esami istologici, attraverso la concentrazione delle attività diagnostiche in centri specializzati. La standardizzazione dei referti è stata al centro anche dell'intervento di Antonella Barreca, dirigente medico di Anatomia patologica all'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e coordinatrice del gruppo di studio di nefropatologia medica della Siapec. "È fondamentale cercare di standardizzare e di parlare un linguaggio comune nei referti di anatomia patologica", ha affermato, sottolineando che uniformare i referti delle biopsie renali è un passaggio essenziale per consentire la comparabilità dei risultati diagnostici tra i diversi centri regionali e favorire una maggiore equità nelle cure.
Riproduzione riservata ©
loading...