Salute
Farmaci, le opportunità dell’automedicazione nello studio di TEHA presentato da Assosalute
(LaPresse) - Investire nell’automedicazione per alleggerire il Sistema sanitario nazionale, contribuire al risparmio pubblico e rilanciare l’industria farmaceutica. Con questi obiettivi è stato presentato a Roma da Assosalute uno studio realizzato da The European House Ambrosetti. Una ricerca che è anche una preziosa occasione di confronto tra professionisti sanitari, Istituzioni e imprese. “Farmaci di automedicazione: asset strategico per la salute, la governance farmaceutica e la competitività del sistema Paese” è il titolo dell’evento di Palazzo Baldassini. “Uno studio che analizza il settore sotto tre dimensioni” spiega Daniela Bianco, responsabile dell’area “Healthcare” e consigliera d’amministrazione a The European House Ambrosetti: “La prima dimensione è quanto l'automedicazione impatti sulla salute dei cittadini, la seconda quanto possiamo avere ricadute economiche sul Servizio sanitario nazionale, non solo in termini efficienza, e la terza dimensione sul sistema economico-produttivo in termini di moltiplicatori economici, di valore aggiunto creato e di occupazione”. Lo studio realizzato da TEHA per Assosalute offre per la prima volta una lettura integrata del valore industriale, economico, sociale e sanitario del comparto. Il tutto mettendo in evidenza il ruolo cruciale nel sistema economico nazionale in termini di risorse economiche risparmiate. Come spiega Bianco più si investe nei farmaci di automedicazione più il sistema sanitario risparmia: “parliamo di circa due miliardi di euro tra accessi impropri al pronto soccorso e visite che si possono evitare”. Il presidente di Assosalute Michele Albero sottolinea l’opportunità di ridurre il sovraccarico delle strutture ospedaliere: “In quest'ottica si può arrivare a ridurre di un milione gli accessi impropri. Ciò che chiediamo alle Istituzioni è di lavorare a sistema per far sì che il comparto possa continuare a crescere. Per continuare a crescere dobbiamo lavorare in due direzioni: la prima è l’informazione, la health literacy, l’alfabetizzazione sanitaria. Chiediamo un supporto per campagne di informazione. L’altra direzione è allargare l’offerta. C’è un potenziale importante che fino in fondo non è ancora sviluppato”. Sulla necessità di una maggiore informazione a riguardo il deputato Gian Antonio Girelli, membro della XII Commissione Affari Sociali, sottolinea come ci sia “bisogno di una grande opera di informazione e di cultura per l'utilizzo del farmaco che non può diventare una scorciatoia per guarire prima e non può essere preso senza la dovuta consapevolezza e adeguatezza”. La presentazione di oggi ha rappresentato dunque un’occasione di confronto fra gli attori coinvolti per riflettere sulle opportunità di sviluppo del settore e sulle politiche necessarie per valorizzarne pienamente il contributo al sistema nazionale.