Salute

Diabete di tipo 1, indagine SWG: "Italiani poco consapevoli"

(LaPresse) SWG ha condotto un'indagine promossa da Sanofi da cui emerge uno scenario allarmante sulla poca consapevolezza che si ha in Italia del diabete di tipo 1. In “La conoscenza degli italiani sul diabete di tipo 1”, i numeri dicono tutto: il 53% degli intervistati ritiene di essere informato sulla malattia, ma solo 1 italiano su 10 conosce la differenza tra la forma di tipo 1 e quella di tipo 2 della patologia. Inoltre continuano a essere radicate false convinzioni, come quella secondo cui il diabete di tipo 1 sarebbe causato dal consumo eccessivo di dolci. In realtà, come hanno spiegato gli esperti presenti all'evento “Immunodiabetologia: una nuova era per il diabete di tipo 1” organizzato da Sanofi nella sua sede di Milano, le due malattie hanno origini molto differenti: nel primo caso si tratta di una patologia autoimmune in cui, improvvisamente, il sistema immunitario non riconosce più e distrugge le cellule beta pancreatiche che producono l'insulina. Il diabete di tipo 2, invece, è una malattia metabolica che si può contrastare con i farmaci e attraverso uno stile di vita sano. Un altro dato significativo riguarda la poca conoscenza dei sintomi: 1 italiano su 4 non sa indicare alcun segnale del diabete di tipo 1, mentre un ulteriore 27% degli intervistati tende a confondere i sintomi specifici della patologia con manifestazioni non correlate. A questo si deve aggiungere la presenza di falsi miti ancora molto radicati nell’opinione pubblica: 3 italiani su 4 associano il diabete di tipo 1 all’età pediatrica, nonostante oggi sia noto che la malattia possa insorgere a qualsiasi età. Poiché i segnali del diabete di tipo 1 iniziano a manifestarsi quando la malattia è già in uno stadio avanzato, diventa fondamentale puntare sulla diagnosi precoce. Un passaggio cruciale è la valutazione dei fattori di rischio, come l'avere altri familiari di primo grado affetti dalla malattia o l'avere i livelli di glucosio alterati. Per riuscire nell'impresa di intercettare i potenziali pazienti che ancora non sanno di essere affetti da diabete di tipo 1, si sta lavorando a veri e propri programmi di screening, che andranno rafforzati su tutto il territorio nazionale.
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