No tu no

Alle vite sospese dei pazienti serve un sostegno psicologico

Le code in sanità sono drammatiche per qualsiasi paziente, ma per i malati oncologici c’è un impatto maggiore. Ne parla Elisabetta Iannelli, segretario generale della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo). “Si apre un tempo sospeso – spiega - che provoca davvero una sofferenza enorme sia nella persona che attende la risposta al sospetto diagnostico e che vorrebbe quindi iniziare quanto prima le cure ma anche per i familiari”. I reparti oncologici sono sempre più affollati e si fa fatica a dare quell’assistenza e quell’attenzione alla persona che una patologia oncologica richiederebbe.
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