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Fondi europei: conviene essere un contributore netto?

di Rosalba Reggio

L'UE ha livelli diversi di ricchezza, l'obiettivo dei fondi di coesione è di far convergere il PIL dei Paesi più poveri verso la media europea. Anche prima dell'Unione i Paesi avevano livelli di ricchezza diversi. Il mercato comune, però, facilitando l'aggregazione delle risorse, svantaggia i perdenti. I fondi intervengono proprio per evitare queste differenze. Se gli investimenti aggiuntivi in un territorio generano nuova domanda, i fondi strutturali, però, non risolvono i problemi di competitività delle regioni più povere. Le nuove infrastrutture create dagli investimenti sono abilitanti, ma devono poi essere mantenute in attività, quindi è importante che gli investimenti vengano ben sfruttati. Quali sono i numeri? Il Bilancio europeo è l'1% del PIL europeo e la Politica di Coesione pesa circa il 30% del totale. Se si considera anche la politica agricola comune, in totale il peso è di circa il 70/80% del bilancio. L'Italia è un contributore netto al bilancio europeo, ma nel saldo tra quello che si dà e quello che si prende andrebbero considerati i vantaggi indiretti, come per esempio la libera circolazione dei beni all'interno del mercato unico. Ce ne parla Stefano Riela, docente di Politica economica europea, Università Bocconi.
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