Risparmio

BTp Italia, partenza fredda: ecco che cosa frena gli investitori


La quattordicesima emissione del BTp Italia ha registrato nel suo primo giorno di collocamento una raccolta particolarmente esigua da parte dei sottoscrittori retail, chiamati in questi primi tre giorni ad acquistare i titoli che coprono dal rischio inflazione. Anche gli investitori istituzionali, cui è riservata la giornata di giovedì, hanno mostrato una certa freddezza nel sottoscrivere i BTp . Pesa il “rischio paese” e le tensioni tra il governo italiano e l'Ue sulla manovra 2019, che lasciano perplessi i gestori chiamati ad allocare il denaro affidato loro dai investitori piccoli e grandi. Diversi d'altra parte i punti di forza di questo titolo . Il Tesoro, lo ricordiamo, ha fissato per questa nuova emissione di BTp italia un tasso minimo garantito dell'1,45% che si somma all'inflazione, tasso che – secondo alcuni esperti – potrebbe anche salire a chiusura del collocamento.Il BTp Italia è uno strumento che copre dal rischio inflazione italiana, prevede la stessa tassazione dei titoli governativi dell'area Ocse, ossia il 12,5%, o prevede un “bonus” fedeltà pari allo 0,4%, destinato a chi lo acquista in sede di collocamento e lo tiene in portafoglio fino alla scadenza. Opportunità e rischi sono elementi da valutare in ciascuna scelta finanziaria e da parte di ciascun risparmiatore, anche nel caso di uno strumento come il BTp Italia esplicitamente destinato a un pubblico di risparmiatori retail dal profilo di rischio basso, come spiega Luca Trabattoni, country head Italy di Union Bancaire Privée
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