Medicina di genere, la pandemia non ferma il piano della Regione siciliana
di Nino Amadore
Un approccio antico che ha dimostrato e dimostra di essere moderno e di poter portare benefici sia ai pazienti che al sistema sanitario. Parliamo di medicina di genere per cercare di capire di cosa si tratta. E ne parliamo, provando a sgomberare il campo dai luoghi comuni e da certi equivoci, con Piernicola Garofalo, endocrinologo e componente in Sicilia del Tavolo regionale per la Medicina di genere e con Daniela Segreto, dirigente dell'assessorato regionale alla Salute della Regione siciliana e referente regionale del tavolo per la medicina di genere. “La medicina di genere non è una nuova branca della medicina ma è una maniera antica di stare vicini al paziente”. La medicina di genere è un obbligo di legge che scaturisce dalla legge 3/2018, la Sicilia si è dotata di un tavolo regionale di coordinamento e un piano che recepisce i contenuti del piano nazionale. E l'approccio dettato dalla medicina di genere porta anche benefici per l'intero sistema sanitario: “Non è un approccio più esoso rispetto a quello tradizionale perché anzi produce un risparmio economico” spiega Daniela Segreto. Una grossa parte del piano è dedicata alla formazione e informazione “da due anni, nonostante la pandemia, l'assessorato alla salute è impegnato in questa attività” conclude Daniela Segreto