Il panico detta legge sui mercati mondiali che, nella seduta del 5 agosto, vivono come un incubo l’ipotesi di una recessione Usa con i tassi ancora alle stelle e il rischio contagio per il resto dell’economia globale. La prima a fare i conti con questa “tempesta perfetta” è stata la Borsa di Tokyo. Da lì gli allarmi si sono rapidamente diffusi sui listini europei che però sono riusciti a limitare la debacle chiudendo con passivi tra il 2% e il 3%. Tra gli indici peggiori in chiusura c’è il Ftse Mib che cede il 2,3% (ma a tratti è arrivato a perdere anche il doppio).
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