Chiusura debole per le Borse europee che si sono mostrate caute di fronte alla frenata di Mosca sui colloqui con l’Ucraina. Il portavoce del Cremlino ha fatto sapere che non ci sono «novità promettenti». C’è stato nervosismo sui listini anche per l’inversione della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro degli Stati Uniti, che in passato ha spesso preceduto una recessione. A livello continentale i settori più penalizzati dalle vendite sono stati quelli di banche, viaggi, vendite al dettaglio e auto, mentre hanno recuperato terreno i titoli legati all’energia e al petrolio. Guardando gli indici, a Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso praticamente invariato (-0,03%), Parigi ha perso lo 0,74%, Francoforte l’1,45% e Amsterdam lo 0,17%. Si è mossa in controtendenza Londra, che ha guadagnato mezzo punto percentuale. Tra i titoli, volata di Tim (+6,6%), all’indomani del cda che ha chiesto al fondo americano Kkr di chiarire entro il 4 aprile prezzo e condizioni a cui è disposta a lanciare l’Opa annunciata lo scorso novembre.Per approfondire:
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