Le Borse europee chiudono contrastate dopo che l’inflazione statunitense è salita al 3,7% annuo, sopra le attese, alimentando le aspettative per un rialzo dei tassi della Fed. A pagare pegno è il Ftse Mib di Milano, che termina a -0,61% e perde quota 50.000 punti. Positive, invece, Parigi (+0,58%) e Francoforte (+0,14%). Sull’azionario, a Piazza Affari a risentirne sono le banche, con Bper a guidare i ribassi del comparto a -1,97%, seguita da Banco Bpm (-1,6%). Seduta in altalena per i tecnologici stretti tra i numeri in progresso di Asml e i timori sulla natura speculativa degli investimenti in intelligenza artificiale- St termina a -1,77%, Technoprobe cede l’1,39% e Prysmian il 5,51%. Fronte opposto, per Avio che guadagna il 5,34% dopo l’accordo di cooperazione con Lockheed Martin. Sul fronte energetico, il greggio torna a salire, con il Brent sui 105 dollari al barile. Per approfondire:
Borsa, l’inflazione Usa riavvicina la stretta Fed. Milano (-0,6%) paga il dazio