I timori di recessione negli Stati Uniti, alimentati dalle parole del presidente Trump, hanno investito Wall Street e l’Europa, con gli indici che hanno chiuso poco sopra i minimi di giornata nella seduta del 10 marzo 2025. Titoli industriali, costruzioni, materie prime e banche sono stati tra i peggiori. Ma a pagare lo scotto maggiore sono i tecnologici, in scia al tonfo del Nasdaq (-3,5%) e di Tesla (-10%), dopo le vendite in Cina dimezzate a febbraio. Così, mentre il tema dazi continua a essere in primo piano e prevale l’avversione al rischio, Milano ha ceduto lo 0,9%, come Parigi, mentre Francoforte ha perso l’1,7%, mentre infuria la bagarre sulla riforma del freno al debito, osteggiata dai Verdi tedeschi. A Piazza Affari bene Diasorin (+4,6%) e i titoli difensivi come le utility. Sul fronte opposto malissimo Buzzi (-6,1%) e Mps (-4,5%). Infine, il dollaro è ai minimi in quattro mesi, il petrolio è in calo e lo spread sale a 113 punti.
La giornata di Borsa