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Cimbri (Unipol): più impresa e lavoro per sostenere un welfare di precisione

di Ernesto Diffidenti (Sanità24 Il Sole 24 Ore Radiocor)

Continua a correre la spesa per il welfare in Italia, cresciuta di 6 miliardi quest'anno e di 50 miliardi lo scorso anno. Lo rileva uno studio condotto dal gruppo Unipol con The European House-Ambrosetti che stima una spesa per il welfare nel 2021 di 632 miliardi. Rimbalzano le politiche sociali che superano per la prima volta i 100 miliardi in totale (+36%), ma è il capitolo previdenziale ad avere il tasso di crescita più sostenuto nel tempo mentre la sanità, sotto pressione per la pandemia, continua ad accumulare visite e interventi. Per Carlo Cimbri, Ceo del Gruppo Unipol, “occorre rimettere al centro del sentire comune l'importanza del lavoro”. “Solo valorizzando l'imprenditorialità e creando nuovi posti di lavoro – ha sottolineato - potremo permetterci di sostenere il sistema previdenziale e un servizio sanitario più efficiente, ma anche avere le risorse per assistere le persone fragili e anziane”. L'obiettivo è arrivare a un “welfare di precisione - ha affermato Cimbri - che sfrutti i fondi del Pnrr, favorisca politiche attive nel lavoro e nella transizione demografica, costruisca un'Italia digitale e dia maggiore spazio all'occupazione femminile”.
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