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Callieri: filiera del cemento pronta a investire 4,2 miliardi, ma servono misure di supporto

di Nicoletta Cottone

L'industria del cemento ha intrapreso la strada della decarbonizzazione e vuole essere protagonista della transizione ecologica. La strategia adottata dalle imprese prevede ingenti investimenti. “Le prime stime indicano da qui al 2050 investimenti dell'ordine di 4,2 miliardi di euro e un aumento dei costi operativi annuali di 1,4 miliardi. Numeri importanti che condizioneranno e altereranno significativamente le dinamiche del settore”. Lo ha detto il presidente di Federbeton, Roberto Callieri, a margine dell'evento organizzato a Roma dalla federazione dedicato alla transizione ecologica della filiera del cemento. Gli investimenti di natura finanziaria sono però una parte, servono anche misure di supporto e inclusività a tutti i livelli. “Fondamentalmente – ha spiegato Callieri - che quattro forze che agiscano nella stessa direzione: la prima è il business, la seconda è la ricerca, perché la decarbonizzazione senza ricerca porta a un fallimento e quindi alla deindustrializzazione. La terza è la regolamentazione: c'è necessità che le istituzioni siano parte attiva del processo. E poi i portatori di interesse a 360° , i cosiddetti stakeolders. Il grosso rischio è che altrimenti ci sia una perdita di competitività del business”. Poi le proposte di Federbeton per affrontare questa sfida senza precedenti. Callieri si è anche detto sorpreso dal fatto che le ultime linee guida della Comunità europea in materia di ambiente, clima ed energia non prevedano il settore del cemento fra quelli che possono beneficiare delle facilitazioni in termini di Co2 relative ai costi energetici.
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