Italia

Vittoria storica del M5S, ma una maggioranza tutta da trovare

di Manuela Perrone

Il Movimento sfonda il 30% e supera il 45% al Sud. Incognita alleanze per Palazzo Chigi - Il trionfo è nei fatti: il M5S ha sfondato la soglia del 30% sia alla Camera che al Senato, con punte del 45% al Sud dove sembra aver fatto il pieno anche nei collegi uninominali. Ma da qui a capitalizzare il risultato ce ne corre: la strada che porta a Palazzo Chigi è lastricata di incognite. La prima è in quanti seggi si tradurrà realmente il consenso. La seconda è dove cercare alleati per un eventuale governo. Qualche indizio in più potrebbe fornirlo Luigi Di Maio oggi: è lui innanzitutto ad aver vinto la scommessa di “normalizzare” il Movimento, archiviando i vaffa e ammorbidendo i toni sull'euro e sull'Europa. Sicuramente, come hanno subito chiarito il fedelissimo Bonafede e Alessandro Di Battista, i Cinque Stelle rivendicheranno la posizione di primo partito per essere coinvolti nella partita che si aprirà al Quirinale nelle prossime settimane. La liquidità del M5S lascia aperte tutte le porte. Sia verso la Lega di Salvini sia verso la sinistra. Con un Pd senza Renzi, dicono i pentastellati a microfoni spenti, e con Liberi e Uguali. Del resto, la stessa squadra di governo presentata da Di Maio guarda più in quest'ultima direzione. Ma la disponibilità degli altri è tutta da verificare. E i pentastellati non possono escludere il rischio che li spaventa di più: essere estromessi da eventuali governissimi. Faranno di tutto per evitare lo spettro di altri cinque anni all'opposizione.
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