Italia

Sicurezza, Gabrielli: Polizia mai repressiva verso striscioni

  • 01:39

Palermo, 23 mag. (askanews) - A chi accusa la Polizia d'essere stata autrice di episodi di limitazioni della libertà di espressione, con la rimozione degli striscioni anti-Salvini , il capo della Polizia Franco Gabrielli ha risposto "che è una strumentalizzazione che mi amareggia profondamente. Perché molto spesso è il frutto di rappresentazioni non vere". Gabrielli questo pomeriggio ha partecipato alla caserma Lungaro alla cerimonia in ricordo delle vittime della strage di Capaci.

"Cito Palermo e la vicenda della prof. sospesa dalle autorità scolastiche - ha detto - a un certo punto qualcuno attraverso interrogazioni parlamentari ci ha raccontato che la Digos era intervenuta quasi a rappresentare che questo era l'iter. No, la Digos è intervenuta quando il provvedimento era già stato preso semplicemente perché la DIGOS fa questo lavoro, acquisisce informazioni. E quindi per capire dalle autorità scolastiche che cosa aveva fatto questa professoressa e quali erano gli estremi di questo provvedimento. Però nel veicolazione si è evoluto in maniera strumentale, in maniera irresponsabile - perché si è voluta rappresentare una istituzione come al servizio di una parte - è la modalità peggiore per rendere un servizio alle istituzioni".

"Poi questo è un Paese che ha una memoria molto corta: togliere uno striscione dal una piazza dove c'è un comizio non lo considero una limitazione dell'espressione perché la legge attribuisce ai comizi una particolare garanzia di non turbativa. E quindi se uno opziona una piazza per fare un comizio e qualcun altro dissente quello non è il luogo del dissenso che può essere in qualunque altro posto contesto", ha spiegato Gabrielli.

"Noi non abbiamo mai dato direttive in senso repressivo - ha concluso il capo della Polizia - addirittura quando abbiamo compreso che evidentemente c'era un uso strumentale, il ministro per primo ha dato direttive per he questa storia degli striscioni finisse".

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