Roma, 22 gen. (askanews) - Manifestazione di solidarietà a Castelnuovo di Porto dopo che il governo ha deciso di chiudere il CARA della cittadina alle porte di Roma, il secondo per grandezza in Italia. Nel centro ci sono 600 persone; ai primi 300 è stato annunciato il dislocamento con solo 48 ore di anticipo; i primi trenta sono partiti la mattina del 22 gennaio in un pullman verso una destinazione imprecisata in Basilicata. Fra gli ospiti anche donne e bambini scolarizzati da anni. Nel corteo anche il sindaco di Castelnuovo, Riccardo Travaglini, che non ha ricevuto un piano preciso dalla prefettura: "Siamo noi per primi ad essere d'accordo che il CARA vada superato e per questo avevamo fatto domanda per fare un Sprar ma non ci è stato concesso fino ad oggi. Però non accettiamo questi diktat e il fatto che da un giorno all'altro l'esperienza finisca. Non perde Castelnuovo di Porto, perde tutta la comunità".

"Noi saremo lì fino all'ultimo nella speranza che il governo ripensi a questa scelta e permetta a Castelnuovo di formulare un nuovo tipo di accoglienza anche diffusa, dove non si perdano competenze acquisite" prosegue il sindaco.

Alla manifestazione ha partecipato tutto il paese. Altro problema, i titolari di protezione umanitaria che hanno perso diritto all'accoglienza per effetto del decreto sicurezza resteranno in strada; diversi di loro si sono diretti verso Roma e la stazione Termini.