Roma, 13 mag. (askanews) - Suor Adriana Dominici, missionaria laica che si occupa di aiutare gli abitanti dello stabile di via Santa Croce in Gerusalemme, 55, a Roma, rimasto per una settimana senza corrente, racconta quei momenti e come ha contattato il cardinale Konrad Krajewsky, elemosiniere del Vaticano, che ha ripristinato la luce.

"L'ho contattato io perché la situazione era diventata veramente insostenibile. Lui si è preoccupato di avvisare il prefetto, dicendo che sarebbe intervenuto qualora loro non fossero intervenuti nel riallaccio della corrente e così è stato".

"Si è calato personalmente perché aveva avuto esperienze con tali attività lavorativa prima di diventare cardinale. È rimasto più di due ore e mezzo-tre, quando poi è arrivata la luce, è stato un grido di gioia".

"Hanno tentato già di ristaccare la luce, subito dopo il riallaccio. Dopo dieci minuti si è presentata la Reti distacchi, ma il cardinale ha preso la responsabilità totale e ho dato il suo numero telefonico".

"Ora cosa succede? Noi aspettiamo delle risposte dalle istituzioni, che non conoscono le storie di questa gente. Si parla intorno ai tavoli, ma qui bisogna ascoltare la gente e le famiglie. Ci sono tante famiglie italiane, parliamo sempre degli stranieri che hanno diritto, ma si dimenticano che anche gli italiani hanno diritto. Il Vaticano e la Chiesa sono gli unici che si preoccupano di tutti i poveri e delle famiglie normali italiane povere, non solo degli stranieri. E qui ne abbiamo tantissime".