Italia

Salvini attacca Bruxelles: "È finito il tempo delle letterine"

  • 02:44

Roma, 28 mag. (askanews) - Con l'Italia a rischio multa dall'Ue per la mancata riduzione del debito e con la procedura d'infrazione che potrebbe arrivare già il 5 giugno, il leader leghista Matteo Salvini, forte del 34,4% ottenuto alle Europee, in una diretta Facebook di quasi mezz'ora dai tetti del Viminale attacca Bruxelles e annuncia il suo piano per abbassare le tasse degli italiani:

"Con 30 miliardi di euro, questa è la proposta documentata centesimo per centesimo, che siamo pronti a portare in consiglio dei ministri, in parlamento, studiata al dettaglio dagli economisti della Lega, con 30 miliardi di euro, riduzione fiscale, tassa piatta (flat tax, ndr) sui redditi delle imprese, sui redditi delle famiglie, almeno fino a 50mila euro. L'unico modo per far scendere questo debito e far crescere la produzione, la ricchezza, il Pil e investire sul lavoro".

Sullo spread, salito a 290 il giorno dopo le elezioni, Salvini ha commentato: "Il Pd lancia l'allarme Spread come se il voto degli italiani di domenica non fosse un voto libero e chi vota Lega vota Spread, vota debito. No, chi vota Lega sceglie l'esatto contrario, rivedere le norme europee vecchie, superate che hanno portato il debito a crescere e il lavoro a scendere".

Guardando al governo, Salvini nega di voler dare un ultimatum di 30 giorni al suo alleato Luigi Di Maio, in crisi dopo lo scarso risultato del Movimento 5 Stelle alle Europee, mentre tra le fila dei pentastellati si profila un regolamento di conti. Ma nei fatti, il suo è un attacco a tutto campo, di chi si sente vincitore indiscusso:

"Debito pubblico, 1 gennaio 2012, ricordate l'era Monti, Fornero, tagli, austerità, l'Europa ci chiede, via le pensioni, i sindaci non spendono; aumento delle tasse, la tassa sulle barche, la tassa sui conti correnti, mancava la tassa per andare in bagno...".

Per cambiare l'Europa, il vice-premier leghista propone una "conferenza intergovernativa":

"Apriamo le porte dell'Europa: una grande conferenza intergovernativa sul futuro dei nostri figli, sul ruolo della Banca Centrale Europea, sulla garanzia del debito, sulla crescita e la possibilità di investire".

"Il voto di domenica è stato un enorme esercizio di democrazia, un'enorme richiesta di cambiamento, speriamo che l'abbiano capito tutti. Signori di Bruxelles, è finito il tempo delle letterine, dei richiami, tu brutto cattivo vai dietro la lavagna, rimani precario-disoccupato per 10 anni perché questa è la regola dell'Europa, no".

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