Roma, 7 dic. (askanews) - "L'Italia è preda di un sovranismo psichico", gli italiani sono spaventati e arrabbiati per la mancata ripresa e i migranti diventano il capro espiatorio. E' la fotografia di un Paese "incattivito" ad emergere dal 52esimo Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese.

Per il 75% degli italiani gli immigrati - segnala il Rapporto - fanno aumentare la criminalità, per il 63% sono un peso per il nostro welfare. D'altronde solo il 23% degli italiani ritiene di aver raggiunto una condizione socio-economica migliore di quella dei genitori. E il 67% ora guarda il futuro con paura o incertezza. 300mila giovani che lavorano tra i 20 e 29 anni sono a rischio povertà; diecimila più che nel 2016.

Secondo il Censis, dopo il rancore è arrivata "la cattiveria". Colpa della delusione per lo sfiorire della ripresa e per l'atteso cambiamento miracoloso che non è arrivato.

Il rancore si estende a livello comunitario: solo il 43% degli italiani pensa che l appartenenza all'Unione europea abbia giovato all Italia, contro una media europea del 68%: siamo all ultimo posto, addirittura dietro la Grecia della troika e il Regno Unito della Brexit.

Siamo fanalino di coda anche nella spesa per istruzione e formazione: investiamo il 3,9% del Pil contro una media europea del 4,7. Meno di noi solo Slovacchia, Romania e Irlanda. Abbiamo il 13% in meno di laureati rispetto alla media Ue.

Invece ormai oltre il 70% degli italiani utilizza internet, percentuale che sale al 90% per gli under 29 anni. I consumi complessivi delle famiglie non sono ancora tornati ai livelli pre-crisi (-2,7% in termini reali nel 2017 rispetto al 2007), ma la spesa per i telefoni in questo decennio è più che triplicata.