Oltre 8 milioni di sanzioni riscosse nel 2018, il 115% in più rispetto al 2017. Sono state 707 le violazioni amministrative contestate, 5.600 quesiti, reclami e segnalazioni affrontati. È il bilancio in cifre di un anno di attività dell'Autorità per la privacy. Nel 2018 fatti clamorosi hanno messo a rischio
la sicurezza informatica in tutto il mondo. Fra gli utilizzi illeciti dei dati personali sulle piattaforme social, il caso più eclatante quello di Cambridge Analytica. Il Garante si è occupato anche di protezione on line dei minori, in particolare dei possibili rischi negli smart toys. Per combattere il fenomeno del cyberbullismo il Garante ha predisposto misure per la rimozione dei contenuti offensivi. Indicazioni sull'uso dei droni a scopo ricreativo e su come difendersi dai software dannosi, come ransomware, il programma che blocca pc, tablet, smartphone, smart tv, o cripta i dati contenuti (foto, video, file) chiedendo un riscatto per “liberarli”. Il Garante ha indicato le garanzie per la raccolta delle impronte digitali per i dipendenti pubblici nella lotta all'assenteismo e ha fissato le regole per l'uso delle nuove tecnologie, in particolare sulla geolocalizzazione dei lavoratori. Intervento del Garante della privacy anche per vietare i controlli massivi su mail e smartphone dei dipendenti e prassi di valutazione del loro operato lesive della dignità. Nella cybersecurity attività di vigilanza sulle violazioni di dati personali (data breach), alcune delle quali particolarmente gravi.
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