Palermo, (askanews) - In occasione del 25esimo anniversario dalla sua morte, Papa Francesco ha fatto visita alla Casa museo di Don Pino Puglisi nel poplare quartiere di Brancaccio, a Palermo, e ha deposto un cuscino di rose sul luogo dove il parroco, proclamato beato nel 2013, è stato ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993.

Accompagnato dall'Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, Bergoglio è poi salito al secondo piano della palazzina in piazzetta Anita Garibaldi.

All'uscita dalla casa museo Francesco si è intrattenuto con i fratelli di Don Puglisi, Gaetano e Francesco.

"Quando è morto mio fratello lenzuoli bianchi non ne hanno messi fuori al Brancaccio. Hanno chiuso le persiane quando è morto mio fratello, quando passava la bara. Questo era a suo tempo Brancaccio. Ora vedo che è un po' cambiato, perché ora vedo le lenzuola bianche che prima non si vedevano quando succedeva una cosa del genere", ha ricordato Gaetano.

"Una volta che i piccolini vanno all'asilo, si avvicinano anche papà e mamma, i genitori, vedono l'ambiente. Vedendo che ci sono delle alternative nella vita, oltre che sottostare al padrino è possibile che qualche cosa cambi ancora", ha aggiunto Francesco.

La casa museo ospita il Centro Padre Nostro, fondato da Puglisi nel 1991 e oggi diretto da Maurizio Artale:

"E' un quartiere che ancora soffre la disattenzione delle istituzioni. La gente deve scegliere, deve avere due strade da percorrere: ma se la strada che gli si propone è sempre una, che è quella dell'illegalità, perché solo quello ti dà da mangiare, anche se diventi schiavo, però ti toglie materialmente il bisogno momentaneo, allora è facile aderire alla malavita".