Italia

Mister Amarone e il successo della Ferrari dei rossi italiani

  • 03:58

Milano (askanews) - Quando parla del suo Amarone è trasportato da un amore paterno. Ne racconta il primo incontro segnato da quel profumo intenso e carico di storia che arriva dritto all'olfatto, ne esalta le virtù con la consapevolezza del percorso, talvolta faticoso, che lo ha portato sulla vetta dei rossi italiani più apprezzati al mondo. Sandro Boscaini è il presidente di Federvini e della cantina agricola Masi. Ma al di là delle cariche istituzionali è Mister Amarone, come il titolo del libro, edito da Mondadori Electa e scritto dalla giornalista inglese Kate Singleton, che racconta la storia di questo imprenditore legata necessariamente al territorio della Valpolicella e alla tradizione millenaria della sua viticultura. "Un percorso difficile nella fase di start up ma veloce poi nello scenario mondiale perchè è il vino che rappresenta più di qualunque altro in Italia le caratteristiche nostre identificate in una frase: un vino moderno dal cuore antico".

L'ambiente in cui l'Amarone nasce insieme al lavoro di sei generazioni di Boscaini sono i comprimari di questo libro. La storia delle sue vigne unita al racconto di quella fase, cruciale quanto delicata, dell'appassimento delle uve, ne tratteggiano il carattere: "Tutto questo crea qualcosa di particolare che va nel verso di quello che il consumatore nel mondo cerca oggi: l'autenticità e nel caso specifico anche la peculiarità. Se a questo aggiungiamo un'altra caratteristica quella di essere un vino pieno, ricco e allo stesso tempo molto cordiale. Creiamo una dimensione che fa sì che questo vino rimanga nella memoria e sia utilizzato con piacere".

Da presenza consueta sulle tavole locali alla conquista dei principali mercati mondiali, la parabola dell'Amarone lo ha portato di diritto nel pantheon dei vini di lusso, esclusivo e di prestigio: "Il prestigio qui c'è ed è quello del recupero storico come si fa per un'opera di archeologia presentata in forma moderna. Mantenendo questa doppia faccia, una storicità moderna e il prestigio fa si che abbia i connotati del lusso. Quando? Non quando si compra l'Amarone da ultimo scaffale del supermercato ma quando si cerca un vino che abbia tutte le caratteristiche di essere un grande vino".

La capacità di Boscaini di unire la passione alla lungimiranza dell'imprenditore ha fatto sì che Masi agricola fosse la prima cantina italiana a sbarcare in Borsa nel 2015.

"Da sempre si è ritenuto che vino e borsa, o comunque finanza, fossero sinonimo di acquansanta e diavolo. Non può essere così perchè il settore dell'enologia, del vino, ha bisogno e ha sete di finanza. Non è più sufficiente aver ereditato un vigneto dal papà o dal nonno o come nel caso nostro da sei generazioni c'è bisogno di vera collaborazione con la finanza. Bisogna guardarsi negli occhi con la finanza con cui si colloquia far capire che ci sono dei beni tangibili, per cui non c'è pericolo nel mondo del vino, quello serio, non ci deve essere però l'attesa del mordi e fuggi o del guadagno facile o veloce".

Il 2017 è stato un anno difficile, segnato inizialmente da avverse condizioni meteo che hanno ridotto le quantità prodotte. Tuttavia il freddo secco dell'inverno ha fatto sì che il vino, per quanto sia ancora prematuro da dire, sia "sicuramente molto buono" a giudizio di Boscaini, che rivendica nella storia di questo rosso la chiave del suo successo: "Il segreto del successo è la sua originalità, il fatto di essere un gigante gentile come è stato definito e il segreto sta nel fatto che è qualcosa di nuovo pur essendo così antico, un proposta nuova in un mondo che molto spesso fa copie delle copie noi portiamo un originale fuori serie, è la Ferrari del vino italiano".

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