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FONDI EUROPEI

Migrazione e sicurezza in Europa: le proposte della Commissione per la programmazione 2021-2027

di Felice Florio

In Europa si è appena celebrato il 50esimo compleanno dell'unione doganale: nel 1968 si abolirono i dazi sulle merci che si spostavano all'interno degli Stati membri. Ma è nel 1985, con la firma dell'accordo di Schengen, che si mossero i primi passi verso la libera circolazione delle persone e il superamento del concetto di frontiera.
Tuttavia, per ogni barriera che cade, cresce la necessità di rispondere alle sfide in materia di migrazione e sicurezza: per il periodo 2021-2027 la Commissione europea punta a triplicare i fondi per la gestione delle migrazioni e delle frontiere. Dai 13 miliardi del bilancio attuale, si passa ai 34,9 miliardi della prossima programmazione.
La sicurezza è una delle nuove voci di spesa del bilancio Ue, insieme a difesa, migrazioni e ambiente. Per finanziarle sono stati ridotti i due principali macro-capitoli di spesa, l'agricoltura e la politica di coesione.
Per la protezione dei confini esterni, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera Frontex riceverà 12 miliardi con l'obiettivo di creare un corpo stabile di guardie di frontiera composto da 10 mila unità. Ma la vera novità è la creazione di un fondo per la gestione integrata delle frontiere.
Si tratta di un pacchetto da 9,3 miliardi totali che prevede 4,8 miliardi di finanziamenti agli Stati membri per aiutarli nella gestione delle frontiere, 3,2 miliardi destinati alle necessità urgenti e a progetti tematici per ogni territorio dell'Europa e 1,3 miliardi per rinnovare le attrezzature per il controllo doganale.
Ma il valore economico sul bilancio raggiunge quasi 35 miliardi: alla guardia di frontiera e al fondo per la gestione vanno aggiunti 10,4 miliardi per le politiche sulla migrazione, 2,5 miliardi per la sicurezza interna e 1,2 miliardi per la disattivazione sicura di alcune attività nucleari sul suolo europeo.

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