Roma, (askanews) - La nave Aquarius deve sospendere le sue attività di soccorso in mare dei migranti, "dopo due mesi in porto a Marsiglia senza riuscire a ottenere una bandiera, mentre uomini, donne e bambini continuano a morire".

L'annuncio arriva da MSF e SOS Méditerranée che denunciano un clima crescente di criminalizzazione delle persone che fuggono da situazioni disperate e di chi li aiuta.

"Una scelta dolorosa, ma purptroppo obbligata - dicono - che lascerà nel Mediterraneo più morti evitabili, senza alcun testimone", precisando che "finché le persone continueranno a morire in mare o a subire atroci sofferenze in Libia" si cercheranno "nuovi modi per fornire assistenza umanitaria e cure mediche di cui hanno disperatamente bisogno".

Le operazioni di soccorso della nave, dal 2016 a oggi, hanno consentito sencondo le due ong di salvare oltre 30.000 persone. Ma non resta che arrendersi, denunciando da una parte la campagna avviata dal governo per ostacolare le organizzazioni umanitarie, che mina il diritto internazionale e i principi umanitari, e allo stesso tempo la mancanza di soluzioni europee al problema e l'incapacità di garantire il soccorso e salvare vite umane. "La fine di Aquarius vuol dire più morti in mare, più morti evitabili che avverranno senza alcun testimone" sottolinea Medici senza frontiere.

Gioisce, invece, il ministro dell'Interno Matteo Salvini: "La nave Aquarius chiude le attività. Meno partenze, meno sbarchi, meno morti. Bene così" ha commentato sui social.