Chi è stato Sergio Marchionne? Come uomo, come manager dell'auto, come guida di una industria italiana che ha fatto acquisti all'estero. Rispondere a questa domanda non è facile. Le grandi personalità ispirano sempre giudizi estremi, nel bene e nel male, ma sia che si appartenga alla schiera dei positivi, sia che ci si riconosca in quella dei negativi, non si può negare che Sergio Marchionne abbia lasciato una traccia importante nella storia industriale del nostro Paese. Manager dei bilanci, nell'auto è entrato progressivamente, innamorandosi del prodotto anno dopo anno e trasformando due aziende decotte in un gruppo in grado di azzerare il debito. Ma il segno lasciato da Marchionne non riguarda solo l'auto, forti e contrastate le sue idee in fatto di relazioni industriali, dove ha ridisegnato i rapporti di lavoro con i dipendenti anche a prezzo di gravi conflitti con il sindacato. Personaggio controverso anche nelle relazioni politiche, nelle quali ha saputo però muoversi con abilità, riuscendo, per esempio, ad essere apprezzato dal Presidente Obama e a costruire una comunicazione equilibrata con il suo successore Trump. Le analisi di Mario Cianflone e Paolo Bricco