La manovra cambia: arriva il dietrofront della maggioranza su alcuni punti del contratto di governo. Si cercano i 7 miliardi necessari all'accordo con l'Europa. Dopo l'annuncio di un deficit al 2,4% in manovra ora si è riaperto il confronto con la Ue che chiede di scendere sotto il 2%. Sul fronte del reddito di cittadinanza in manovra c'è uno stanziamento a ranghi ridotti di 7,1 miliardi l'anno. Il governo ritiene di poter risparmiare 2,2 miliardi facendo partire lo strumento dal 1° aprile. In manovra non è stato presentato l'emendamento su quota 100 con 62 anni e 38 di contributi. Sulla materia pesa il confronto con la Ue. Pensioni d'oro, in stand by il contributo di solidarietà per 5 anni (dal 10 al 20% a partire da 90mila euro lordi). Si tratta su aliquote e soglie di reddito lordo. In manovra ha trovato posto solo la flat tax per le partire Iva (e non le due aliquote fisse al 15 e 20%). Alla Camera è stata riscritta la norma antifurbetti, per evitare uscite e rientri strumentali dal mondo del lavoro. Pace fiscale, nella legge di bilancio c'è solo uno stralcio delle mini-cartelle per i debiti fino a mille euro affidati alla riscossione dal 2000 al 2010. Oltre alla rottamazione con sconto su sanzioni e interessi. Sul fronte di Industria 4.0 la manovra proroga l'iperammortamento, ma con maggiorazioni meno generose e graduate per valore di investimento (si discute su innalzamento aliquota massima). Stop al superammontamento. Sparito il taglio del cuneo fiscale. In manovra solo un mini-sconto Ires di 9 punti per chi assume stabilmente. Misure minori come bonus Sud e occupazione giovani eccellenze. Smontata l'alternanza scuola-lavoro.