L’incontro tra Trump e Kim Jong-un ha rappresentato una sconfitta per il presidente americano: il documento firmato non ha alcun elemento concreto, le due parti hanno un concetto opposto di denuclearizzazione, e la rinuncia delle esercitazioni militari congiunte tra America e Corea del Sud rappresenta una grande concessione fatta al dittatore della Corea del Nord. L’incontro ha inoltre legittimato Kim Jong-un, che a un anno dal primo lancio avvenuto con successo è riuscito a sedersi al tavolo con il presidente degli Stati Uniti. La denuclearizzazione dell’area appare dunque molto difficile. Poco hanno fatto le sanzioni, che hanno colpito la popolazione, ma non la schiera di fedelissimi che sostengono il regime per garantirsi il benessere economico. Il regime della Corea del Nord, inoltre, se rinunciasse al nucleare non avrebbe più alcun deterrente per proteggersi da un possibile intervento degli Stati Uniti. Ce ne parla Livio Di Lonardo, docente di Scienza Politica, Università Bocconi di Milano.