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Italia

La cultura come volano dell'economia, il IX rapporto di Symbola

  • 06:21

Roma, 20 giu. (askanews) - La cultura ed il rapporto con l'economia, quanto la cultura incida sulla crescita del paese e che apporto può ancora dare. Il rapporto Symbola "Io sono cultura", che misura questa relazione è arrivato alla IX edizione, redatto insieme ad Unioncamere e presentato al ministero dei Beni culturali e che ci dà il polso olto ed il valore aggiunto e primario del sistema produttivo legato al mondo della cultura. In una intervista negli studi di askanews ne parla il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci.

"Lo sforzo che facciamo da vari anni è capire il rapporto che c'è tra la cultura e l'insieme dell'economia. Non tanto per caire quanto lo Stato spenda in cultura ma quanto la cultura

incida sull'economia italiana. Questo rapporto cerca di misurare quanto è il valore aggiunto prodotto direttamente dalla cultura, sono circa 96 miliardi di euro prodotti direttamente dalla cultura" Ed analizza il legame che c'è tra cultura e manifattura, e quanto ne muove complessivamnete. Anche di li siamo di fronte ad un dato importante perché grossomodo questi 96 miliardi attivano 265 miliardi di euro di fatturato, il 16% dell'economia italiana", ha spiegato Realacci.

"Il dato interessante è che c'è anche un'Italia che si cimenta con le nuove frontiere, con la frontiera dell'audiovisivo, con la frontiera dell'innovazione, e che questa Italia andrebbe guardata negli occhi e aiutata". Ed è inoltre "interessante che sia Roma che Milano abbiano una percentuale di ricchezza prodotta dalla cultura molto alta. Nel caso romano è legata all'industria dell'intrattenimento nel caso milanese è legata anche al rapporto che c'è tra cultura e produzione".

Per Realacci, "Il sud chiaramente può e deve fare molto di più", come ad esempio la Sicilia. "Ci sono poi esperienze esemplari, anche esperienze sociali. Penso all'esperienza napoletana di valorizzazione delle catacombe", che erano usati come rifugi antibomba.

E poi "bisogna riconoscere il legame che c'è tra la capacità di produrre innovazione e ricchezza e bellezza e paesaggio e territorio"

Tra i soci di Symbola "c'è un'azienda, la Nuova Simonelli che è considerata la Ferrari delle macchine del caffè" e che esporta il 90% della produzione. "Il suo nuovo stabilimento è stato inaugurato a Belforte del Chienti", paesino che sta nell'area del cratere. "E' un'azienda da un lato modernissima" una industria 4.0 che fa "900- mille tipi di macchine diverse" ed ha un rapporto formidabile con il territorio. Il capo di questa azienda, che era antrato come apprendista, mi ha raccontato che quando arrivano questi acquirenti americani, giapponesi, a volte li porta a Belforte del Chienti. Belforte del Chienti era un forte che poi è diventato un paesino. E più di uno affacciandosi e vedendo il paesaggio marchigiano così dolce così bello come tanti paesaggi, gli ha chiesto: "ma chi li paga i giardinieri" perché nella percezione giapponese o americano quel tipo di equilibrio di bellezza era figlio di una pianificazione sovvenzionata dallo Stato. E quanto parte della bellezza dei nostri prodotti deriva dal respirare quel rapporto. Questo rapporto noi non riusciamo a misurarlo qui", aggiunge Realaccci. Ma "c'è questo legame che ci fa capire che noi, per affrontare il futuro dobbiamo scegliere la nostra strada, perché l'Italia che fa l'Italia ha molto da dire al mondo".

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