Milano, 19 mar. (askanews) - Sui libri di scuola è ricordato per la letteratura e il melodramma, ma l'Ottocento è certamente anche il grande secolo della pittura italiana. Una pittura che, attraverso il superamento dei regionalismi e delle diverse scuole, cerca un linguaggio comune. Una pittura che i Musei San Domenico a Forlì hanno riproposto in una nuova mostra che parte dal Romanticismo di Hayez fino al Divisionismo di Segantini e

Le dieci sezioni della mostra ricostruiscono i percorsi dei diversi generi, da quello storico, alla rappresentazione della vita moderna, dall arte di denuncia sociale, al ritratto, al paesaggio. I visitatori sono accompagnati con 160 capolavori dei 94 protagonisti di quei tormentati decenni, pittori come Induno, Molmenti, Faruffini, Maccari, De Nittis, Boldini, Zandomenenghi, Previati, Sartorio e altri, e scultori come Vela, Cecioni, Butti, Monteverde e Canonica. Gianfranco Brunelli, direttore generale delle mostre ai Musei San Domenico.

"Era necessario riprendere alcune di queste opere, penso alla 'Carica dei Bersaglieri a Porta Pia' di Cammarano, a opere di Fattori, di Signorini e Corcos e tanti altri artisti perché qui nasce, attraverso questa grande arte, la genealogia degli italiani e l'autobiografia dell'Italia. Era necessario portare alcuni di questi capolavori che qui sono inseriti in un schema narrativo che supera la retorica. Retorica che fu anche necessaria e comprensibile: all'indomani dell'unità d'Italia bisognava che la popolazione che abitava la penisola si riconoscesse e si immaginasse italiana. Fu un'operazione politica e culturale ma che negli anni ha sviluppato la fuoriuscita da quella retorica e ha mostrato tutta la propria valenza artistica".

E proprio nei giorni di apertura della mostra - che proseguirà fino a giugno - da New York è arrivato l'oscar per l'esposizione del 2018 "L'Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio" arrivata prima superando il County Museum of Art (LACMA) di Los Angeles, il Metropolitan Museum of Art di New York, Palazzo Pitti di Firenze e l'Hermitage di Amsterdam.

"Avere vinto a New York il Fifth Global Fine Art Awards è certamente un risultato importante. Lo è per la Fondazione Cassa dei Risparmi che ha creduto e investito in queste mostre, lo è per la città di Forlì che può essere orgogliosa di un risultato dopo 14 anni di grande lavoro qui ai Musei San Domenico con mostre originali".