Milano (askanews) - Le casse colme di bottiglie di vetro vuote, pronte per essere rese al negoziante sono un'immagine che appartiene all'Italia degli anni 50, quando il vuoto a rendere era una consuetudine per tutte le famiglie. Poi con gli anni questa pratica virtuosa è andata persa, sostituita dal meno gravoso "usa e getta". Oggi a riscoprire questa prassi è Ichnusa, marchio del gruppo Heineken, che ha fatto del suo legame con l'isola sarda un suo punto di forza. Alfredo Pratolongo, direttore comunicazione e affari istituzionali di Heineken Italia, ci racconta il progetto Vuoto a buon rendere:

Ichnusa ha scelto di investire sul vuoto a rendere perchè è una pratica virtuosa. Il vuoto a rendere significa consentire a una bottiglia di essere riutilizzata più volte addirittura fino a 20 anni, significare avere molto meno vetro portato in Sardegna, molto meno vetro da smaltire e differenziare, quindi è una pratica buona e positiva per l'ambiente

Col vuoto a buon rendere di Ichnusa si riducono di oltre un terzo le emissioni di gas serra e c'è una sostanziale diminuzione del consumo energetico. Ma soprattutto si hanno benefici ambientali legati alla produzione e al trasporto del vetro da e sull'isola, senza contare che ogni bottiglia restituita è una bottiglia che non viene abbandonata. Matteo Borocci, direttore del birrificio di Assemini:

Il rilancio del vuoto a rendere ha una duplice valenza: in primis quello di continuare il percorso di sostenibilità andando a rilanciare un formato storico che ci permetterà di ridurre l'impatto ambientale di circa un terzo. Dall'altro lato è importante per il proseguio di quel percorso di crescita che abbiamo intrapreso già da un anno sul brand Ichnusa

In Sardegna il vuoto a rendere ha cercato di resistere alle nuove abitudini di consumo, anche se nel tempo è diventata una prerogativa di bar e ristoranti. Proprio per rilanciare queste buone prassi anche tra i consumatori, Ichnusa ha rivisto un po' il look delle proprie bottiglie, quelle nei tre formati da 20, 33 e 66 cc, adottando il colore verde, non a caso, per il tappo e il collarino, sul quale sono stampate le tre parole chiave: riuso, rispetto e impegno.

Per stimolare e promuovere l'utilizzo del vuoto a rendere abbiamo utilizzato il più importante strumento di comunicazione: la bottiglia e abbiamo scritto un messaggio chiaro in etichetta, perchè l'utilizzo di una bottiglia a rendere è un importantissimo gesto di rispetto nei confronti della Sardegna

Per ralizzare questo progetto saranno realizzati investimenti sul birrificio di Assemini che vedrà all'inizio del 2019 la nascita di una nuova linea di confezionamento legata proprio al nuovo formato

In primis andremo a realizzare una nuova linea di confezionamento esclusivamente dedicata alla produzione del vuoto a rendere e logicamente andremo anche a investire su asset che ci permetteranno di ampliare la nostra capacità produttiva. Gli investimenti porteranno valore condiviso per il territorio e occupazione: andremo ad aumentare la forza lavoro nel prossimo anno di circa il 10-15%.