Roma, (askanews) - Riccardo Morandi progettò decine e decine di ponti in Italia e nel mondo, costruiti con tecniche diversissime fra loro, e nonostante la tragedia del viadotto sul Polcevera a Genova, non ha senso associare il suo nome al pericolo di crolli. A spiegarlo è il professor Antonio Occhiuzzi, ingegnere e direttore dell'Istituto per le Tecnologie della Costruzione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che abbiamo sentito per capire se in particolare desti preoccupazione il ponte costruito da Morandi sull'autostrada Roma-Fiumicino.

"Quella del ponte sul Polcevera è una tecnica rarissima, una sorta di fisima dell'allora progettista, oggi famossimo Riccardo Morandi. No, non c'è nessuna correlazione fra sicurezza e il nome Morandi, direi di poterlo escludere con assoluta certezza".

Ecco professore, ma il ponte sulla Roma-Fiumicino, poco fuori dalla zona della Magliana, è fra quelli costruiti con la stessa tecnica usata per il Polcevera. Questo fatto comporta un rischio particolare?

"Nel caso della Magliana c'è un unico ponte, di foggia simile a quello di Genova ma di dimensioni enormemente più piccole e molto più prossimo al suolo quindi un ponte di una difficoltà completamente differente e concepimento nelle parti strutturali completamente differente. Non riuscirei a capire somiglianze e quindi pericolosità associate solo al fatto di avere uno stesso marchio di fabbrica. Naturalmente l'ente gestore può commissionare una verifica e in un tempo ragionevole, di 20-30 giorni essere assolutamente sicuro del grado di sicurezza di quel ponte".