Roma, 19 apr. (askanews) - Una folla commossa alla commemorazione funebre di Massimo Bordin: compagni di strada, politici, colleghi giornalisti, e tanti cittadini venuti a salutarlo, gli ascoltatori che ogni mattina si sintonizzavano su Radio Radicale per la sua rassegna "Stampa e Regime". Dell'emittente radicale fu direttore per vent'anni. Bordin scomparso a 67 anni è rimasto in onda fino a inizio aprile nonostante la malattia, testimonianza dell'impegno professionale, civico, politico motore della sua vita.

"Il suo è un vuoto che sarà difficile colmare, anche e soprattutto per i non radicali" così Emma Bonino ha concluso la sua orazione funebre.

Fra gli altri a parlare per lui presso la facoltà di teologia della Chiesa Valdese, anche Paolo Mieli.

"Come tutte le persone colte e sensibili non faceva esibizioni della sua cultura. Però aveva una capacità che gli derivava da questa sua cultura, di mettere in connessione le cose, di dare dei giudizi con un semplice aggettivo, o con dei silenzi, con dei borbottii, con un colpo di tosse. Un grande" ha detto poi ai cronisti. E Roberto Giachetti: "Abbiamo vissuto insieme nella comunità di Radio Radicale per vent'anni. Penso solo che era una persona si straordinaria cultura e memoria e soprattutto raffinatissima ironia con cui amalgamava tutto e metteva in piedi un discorso senza pari. Penso che mancherà veramente a tutti".