Roma, (askanews) - È giusto interrompere i rapporti con l'Egitto fino a quando il Cairo non dimostrerà la volontà di fare passi avanti sul caso-Regeni. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, incontrando i giornalisti dopo aver ricevuto la famiglia del ricercatore ucciso in Egitto.

"Il punto fondamentale è questo: i rapporti sono a repentaglio e sono stati sempre a repentaglio negli ultimi tre anni, perché in Egitto è stato sequestrato, torturato e ucciso un nostro ricercatore. Questo è il motivo e ben venga mettere a repentaglio tutti i rapporti dal punto di vista economico, culturale e sociale perché non possiamo andare avanti in questi rapporti nel momento in cui l'Egitto non dimostra la volontà di fare passi in avanti".

Fico ha sottolineato: "Quando sono andato in Egitto ho parlato con il presidente del Parlamento egiziano, con il presidente Al Sisi e ho avuto le solite rassicurazioni, dicendo che sarebbe stato rimosso qualsiasi tipo di ostacolo che si frapponeva alla ricerca della verità. Questo non è avvenuto".

"Nell'ultimo anno c'è stato uno stallo. A questo punto, se dobbiamo fare verità e giustizia, i nuovi elementi che ci sono è che la procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati - perché doveva farlo, visto che aveva elementi saldi - cinque alti ufficiali del sistema egiziano. Questo io sono andato a dirlo ad Al Sisi: guarda che Giulio Regeni non è stato torturato da normali cittadini egiziani, è stato ucciso da un sistema e dovete aver il coraggio di cacciare fuori il sistema. Se questo non avviene non vedo perché la Camera dei deputati debba avere rapporti oggi con il Parlamento egiziano. Non ci sono le condizioni. Tutti si sono dichiarati favorevoli alla mia decisione. Tutti, senza se e senza ma".