Milano, 24 mag. (askanews) - Sembra una partita a ping pong, con schiacciate e parate una più violenta dell'altra questo finale di campagna elettorale in vista del voto per le europee di domenica 26 maggio 2019. E stranamente i due avversari principali, sono proprio i due che siedono da alleati l'uno al fianco dell'altro al governo: Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

E se Di Maio, dopo aver già bacchettato il suo compagno di coalizione sull'abolizione del reato d'ufficio, nega ogni possibile ipotesi di rimpasto di governo dopo le elezioni, ribadendo che il Movimento ha il 36% del Parlamento e la maggioranza assoluta in Consiglio dei ministri, Salvini, dal canto suo, convinto che da lunedì la Lega sarà il primo partito italiano, assicura lealtà. "Ma - sottolinea - mi piacerebbe che anche gli altri fossero leali. Spero che da lunedì i no e i nì diventino sì. Quello che è strano è essere insultati dagli alleati di governo".

Intanto le opposizioni non stanno a guardare e il leit motiv, bipartisan, è uno solo: far cadere il governo gialloverde.

"C'è solo un voto che dà la garanzia assoluta che nel Parlamento europeo i nazionalisti non avranno la maggioranza e che questo governo, dopo il 27, vada a casa. Ed è il voto alla lista unitaria del Partito Democratico", ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

E Berlusconi? Il cavaliere eterno manda una lettera ai suoi elettori in cui scrive: votatemi e mandiamo a casa il governo. E rilancia Tajani come prossimo premier in un ipotetico esecutivo targato Forza Italia.