Italia

Diciotti, Salvini: torno indagato, ma su chiusura porti non mollo

  • 01:55

Roma, (askanews) - Il ministro dell'Interno Matteo Salvini replica in una diretta Facebook alla richiesta di autorizzazione a procedere del Tribunale dei ministri di Catania (sezione reati ministeriali) nei suoi confronti, per il reato di sequestro di persona per il caso della nave Diciotti.

"Tribunale di Catania, sezione reati ministeriali. Torno a essere indagato, in base all'articolo 605 del codice penale per sequestro aggravato di persone e minori, pena prevista da 3 a 15 anni".

Salvini si rivolge direttamente ai giudici e afferma che non cambierà di un centimetro la sua posizione. Poi mostra ai suoi follower il documento dei giudici, lo legge e commenta così:

"Manco fossi uno spacciatore o uno stupratore. Perché? Perché osai, secondo questi tre giudici del tribunale di Catania, bloccare lo sbarco quest'estate dei 177 migranti presenti sulla nave Diciotti - ha affermato, ricordando - Adesso la parola passa al Senato della Repubblica. I senatori dovranno dire sì o no, colpevole o innocente, libero o a processo. Chiarisco subito: non cambio di un centimetro la mia posizione. Barche, barchini e barconi, scafisti, trafficanti, mafiosi o amici di tizio o ong olandesi e tedesche in Italia non sbarca nessuno".

"Sì, lo rivendico, lo confesso, lo ammetto: ho bloccato la procedura di sbarco dei migranti. Se questa è una colpa, se questo è un reato, sono colpevole di questo reato e mi dichiaro colpevole di altrettanti reati per i mesi a venire", ha concluso.

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