Cambia alla radice il decreto fiscale: scompare dal testo la discussa dichiarazione integrativa che di fatto annulla l'operazione condono fiscale. Il dietrofront nel corso di un vertice di governo serale a Palazzo Chigi, al termine del quale la maggioranza ha annunciato compatta “un pieno accordo” sulle modifiche da presentare. Resta solo la sanatoria sugli omessi versamenti valida per chi ha dichiarato ma poi non è riuscito a pagare per assenza di liquidità o difficoltà economiche. Sarà possibile correggere gli errori formali nelle dichiarazioni dei redditi pagando 200 euro per ogni anno d'imposta dal 2013 al 2017. Il condono consentiva di dichiarare fino al 30% in più di quanto già comunicato al fisco, con un tetto massimo complessivo di 100 mila euro di imponibile per anno d'imposta su 5 anni. L'obiettivo era sanare Irpef, Irap, ritenute e contributi, non solo non versati ma anche non dichiarati, pagando solo una quota delle tasse dovute: il 20% anziché le relative aliquote.

PER SAPERNE DI PIÙ
Condoni, ecco cosa resta e cosa entra dopo lo stop all'integrativa
Salta il condono fiscale: si potrà regolarizzare solo il dichiarato