Il governo di Giuseppe Conte è atteso alla prima vera prova: quella della definizione della legge di bilancio, che va approvata entro la fine dell'anno. Sarà un banco di prova soprattutto per definire gli equilibri interni dell'Esecutivo: da una parte Di Maio e Salvini che puntano a inserire nel provvedimento almeno alcune delle misure annunciate nel corso della campagna elettorale (e in ragione delle quali hanno conquistato il consenso degli elettori); dall'altra il Ministro dell'Economia Tria, attento alle ripercussioni negative derivanti da misure che necessitano un eccessivo ricorso all'indebitamento. Debito, quello italiano, che non mostra solidi segnali di riduzione. E dall'altra parte un deficit che nelle intenzioni dei due viceministri Di Maio e Salvini dovrebbe crescere oltre quella soglia del 2% in rapporto al Pil, per finanziare almeno un antipasto di
reddito di cittadinanza e revisione della riforma Fornero. Inevitabili le frizioni all'interno della compagine.
Il
percorso da qui a Natale è complesso e articolato e passa da Bruxelles. La Commissione Europea è infatti chiamata a fornire una valutazione sulle misure prese e sul loro impatto relativo sui conti pubblici. Com'è noto, i tecnici di Bruxelles mettono da sempre in guardia rispetto allo sforamento del 3% nel rapporto deficit/Pil, suggerendo di restare il più possibile sotto quella soglia, soprattutto per quei Paesi, come l'Italia, che sono pesantemente indebitati (siamo oltre al 130% del Pil annuo) e che deve pagare annualmente una somma cospicua di interessi sul debito. Per l'anno in corso si stima un esborso di 55 miliardi di euro circa. L'
effetto negativo per gli italiani - come risparmiatori e contribuenti - è rilevante: il tasso di interesse dei titoli di Stato italiani è giù salito da inizio anno dal 1,2% al 2,44%, il che significa rate più care dei mutui e minor margine di manovra per il Governo.
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