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Italia

Corsa per la Procura di Roma, indagato ex presidente Anm Palamara

  • 01:57

Milano, 29 mag. (askanews) - Il magistrato Luca Palamara, già consigliere del Consiglio superiore della magistratura (Csm) ed ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati (ANm), leader di Unicost (la corrente centrista dei magistrati), è sotto inchiesta a Perugia per il reato di corruzione.

L'indagine, secondo Corriere della sera a La Repubblica che per primi hanno riportato la notizia, è stata aperta su segnalazioni arrivate da Roma e Messina ed è stata affidata al pm Gemma Miliani e al Gico della Guardia di Finanza.

"Apprendo dagli organi di stampa di essere indagato per un reato grave ed infamante per la mia persona e per i ruoli da me ricoperti - ha scritto in una nota il magistrato - sto facendo chiedere alla Procura di Perugia di essere immediatamente interrogato perché voglio mettermi a disposizione per chiarire, nella sede competente ad istruire i procedimenti, ogni questione che direttamente o indirettamente possa riguardare la mia persona".

A mettere nei guai Palamara, secondo la stampa italiana, sarebbe stata la sua amicizia con Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni istituzionali di Francesco Bellavista Caltagirone, lobbista arrestato nel febbraio 2018 per frode fiscale, vicino agli ambienti del Pd e in affari con Piero Amara, avvocato travolto dall'inchiesta della Procura di Roma per il suo ruolo nelle sentenze 'aggiustate' della magistratura amministrativa. Per gli inquirenti nell'amicizia

tra Palamara e Centofanti c è qualcosa come viaggi e regali diciamo 'galanti' che si ritiene molto al di là di quanto opportuno".

Luca Palamaraè tra i protagonisti di trattative e cordate che si stanno delineando al Csm, ma anche nei palazzi della politica, per rinnovare i vertici della Procura di Roma e sostituire il procuratore Giuseppe Pignatone, una scelta che avrà ricadute a cascata su molte delle principali procure italiane e dove proprio Palamara è candidato a un ruolo di aggiunto. Il Csm è stato informato dell'inchiesta.

"Non ho nessuna dichiarazione da fare in merito - ha detto dal canto suo il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede - se non per riconfermare il rispetto totale dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura".

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