Roma, 20 mag. (askanews) - "Attenzione, lo dico a tutte le forze politiche e in particolare a chi sostiene questo governo: fino a quando c'è una dialettica è anche comprensibile, ma quando trascende fino a coinvolgere il presidente del Consiglio e a mettere in dubbio la sua imparzialità è una cosa non grave, diventa gravissima".

Così il premier Giuseppe Conte, da Borbona (Rieti), dove ha visitato le zone terremotate del Centro Italia, ha replicato al sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti che in un'intervista a La Stampa lo ha accusato di non essere più sopra le parti".

"C'è una grammatica costituzionale e il governo del cambiamento rifugge le opacità della vecchia politica - ha sottolineato Conte - se si mette in dubbio l'imparzialità del premier si mette in discussione e si indebolisce anche l'azione del governo, allora bisogna farlo con percorsi chiari e trasparenti, le sedi ufficiali sono il Consiglio dei ministri e in prospettiva il Parlamento".

"Non possiamo accettare allusioni, insinuazioni affidate a una mezza intervista o a un video su Facebook - ha aggiunto - la grammatica costituzionale richiede che chi lo fa si assume responsabilità. Non possiamo dare agli italiani esempio di massima coesione, come è accaduto recentemente in Consiglio dei ministri, dove all'unanimità è stata ribadita piena fiducia nel mio operato e pochi giorni dopo metterlo in discussione in termini di imparzialità".