Padova, (askanews) - "Assolutamente, la Federazione, l'Ordine nazionale, l'Associazione regionale, l'Ordine regionale. Quello che è accaduto non è accettabile. Questo è un giornale che ha una storia, amato da credenti e non credenti. Un giornale che ha illuminato le periferie del mondo, un giornale che si è mosso sulla linea di questo papa, che ha fatto delle periferie il suo punto di riferimento. Quello che sta accadendo non è comprensibile, mi auguro che arrivi, in senso letterale, un colpo anche dall'alto": così il presidente della Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana) ha commentato la decisione di chiudere la redazione del Messaggero di Sant'Antonio, storico mensile dei frati minori conventuali di Padova, dove ha fatto visita.

A 15 giorni da Natale, e con 120 anni di pubblicazione alle spalle, giovedì 6 dicembre la direzione ha annunciato la chiusura della redazione con 8 giornalisti, i quali da allora hanno indetto uno sciopero ad oltranza e dormono in redazione.

La direzione del Messaggero di Sant'Antonio Editrice ha affermato "di essere costretta a chiudere la redazione, composta da 8 giornalisti, delle riviste mensili Messaggero di Sant'Antonio e Messaggero dei Ragazzi". Una decisione - hanno sottolineato - che arriva dopo un anno di stato di crisi aziendale, aperta e certificata dal Ministero del Lavoro. Che trattasi di una decisione sofferta ma dovuta oltre che improcrastinabile è desumibile dai dati di bilancio; dal 2015, infatti, Messaggero di Sant'Antonio Editrice ha registrato ingenti e progressive perdite: il bilancio 2017 si è chiuso con una perdita d esercizio pari ad euro 2.725.000; le perdite di esercizio nell ultimo quinquennio (2013-2017) ammontano a circa 10 milioni.

La Direzione si è resa disponibile a far slittare di alcuni mesi la chiusura della redazione, in attesa dei dati di bilancio 2018, anche attraverso la proroga del contratto di solidarietà dei giornalisti, in scadenza il 14 gennaio 2019.