Stop all'assegno di divorzio se la ex compra la villa di prestigio. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 12039. Una signora divorziata ha acquistato una villa di lusso con i soldi a lei versati dall'ex marito. Per la restante somma ha acceso un mutuo. Un passo che per i giudici supremi contraddice la natura stessa della cifra versata dall'ex. La somma è infatti un sostegno al coniuge economicamente più debole. La signora contava su un assegno di 3.500 euro, ridotto in appello a 2.500. Cifra che non è finalizzata al mantenimento di uno status. La coppia nel matrimonio aveva convissuto nella casa della madre di lei fino alla separazione, seguita dopo anni dal divorzio. La signora non aveva mai lavorato, ma contribuiva al bilancio familiare usando la casa della madre e “integrando” il lavoro della colf part time. La donna aveva poi comprato un «immobile di gran pregio storico e architettonico». Nella proprietà con ampio parco si era trasferita con la madre. L'aspirazione a mantenere «abitudini di vita di lusso» ha fatto avere partita vinta in Cassazione all'ex marito. Il tenore di vita in sede di divorzio ha «una valenza ridotta, se non nulla». La Corte d'appello dovrà pronunciarsi ora in base ai principi della Cassazione
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Stop all'assegno se la ex compra la villa di prestigio (di P. Maciocchi)