Genova, (askanews) - "Il crollo del ponte Morandi sul torrente Polcevera ha provocato uno squarcio nel cuore di Genova". Ha esordito così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, nell'omelia che ha pronunciato alle esequie delle vittime del crollo del Ponte Morandi.

"Il viadotto è crollato: esso - ha ricordato - non era solo un pezzo importante di autostrada, ma una via necessaria per la vita quotidiana di molti, un'arteria essenziale per lo sviluppo della città". "Genova però non si arrende", ha insistito l'arcivescovo del capoluogo ligure: "L'anima del suo popolo in questi giorni è attraversata da mille pensieri e sentimenti, ma continuerà a lottare".

L'arcivescovo si è augurato "che i numerosi sfollati

non solo trovino temporanea ospitalità, ma che possano ritrovare

presto il necessario calore della casa" e ha commentato la scelta di circa la metà delle famiglie delle vittime di rinunciare ai funerali di Stato: "È stata una scelta personale - ha detto - che merita tutto il rispetto, penso, e che farà riflettere chi di dovere".

Bagnasco, che ha incontrato gli imam che hanno partecipato alle esequie, per la presenza fra le vittime di due cittadini albanesi di religione musulmana, ha anche usato la metafora del ponte per unire gli abitanti: "Potremo costruire ponti nuovi e camminare insieme".