Rimini (askanews) - La richiesta di vietare a donne, mogli e fidanzate le prime file della Curva Nord della Lazio allo stadio Olimpico di Roma, "è una vergogna" e "mi rifiuto quasi a parlarne". Così il direttore generale della Fgci, Michele Uva, commenta il contenuto di un volantino lasciato sui seggiolini dello stadio di Roma firmato 'Direttivo Diabolik Pluto'.

"La giustizia sportiva è partita con le indagini" e "spero lo faccia anche la giustizia ordinaria", ha detto dal Meeting di Cl il direttore, anticipando che "ci saranno chiaramente delle conseguenze di natura disciplinare", anche se "c'è qualcosa che non va nelle società, non solo nelle curve".

"Dal punto di vista personale - ha detto Uva in conferenza stampa - la risposta è talmente ovvia e banale nella condanna che mi vergogno quasi a parlarne. La giustizia sportiva così come quella ordinaria hanno un loro percorso. La giustizia sportiva è partita con le indagini, ma c'è poco da indagare, bisogna solo ricollegare all'accaduto". In ogni caso dopo il ritrovamento del volantino "ci saranno chiaramente delle conseguenze di natura disciplinare" che "non dipendono da me ma dagli organi di giustizia sportiva". E "mi auguro che lo faccia anche la giustizia ordinaria".

"Ahimè - ha concluso il direttore Fcgi - se ci sono dei giornali che danno spazio a repliche o a pensieri delle persone che si sono rese protagoniste di queste attività vuol dire che c'è qualcosa che non va a livello generale, non solo nelle curve del calcio ma proprio nelle società".