Roma, (askanews) - Porte aperte ai cani guida che accompagnano i non vedenti al Caffè Gambrinus di Napoli. Una giornata di "rappacificazione" e scuse ufficiali nello storico bar, con dei ragazzi dell'istituto per ciechi di Napoli e i loro accompagnatori, dopo lo spiacevole episodio che ha scatenato sdegno e critiche: l'aver impedito a un cane guida con la sua padrona cieca di entrare all'interno della sala da tè. Un gesto costatogli caro: una multa di 833 euro. Ma che Antonio Sergio, socio del locale, ha definito un equivoco.

"Ho perso completamente la testa, non ho attenuanti, ho sbagliato ma è stata una giornata faticosa, con una folla immensa, ero stressato, a fine serata, è la prima volta in cui mi trovo in una situazione del genere, non l'ho saputa gestire, chiedo scusa ho sbagliato, farò ammenda".

Scuse dei proprietari accettate anche da parte di Enrico Mosca, vicepresidente dell'Uici(Unione italiana Ciechi) di Napoli: "Un grosso malinteso dovuto anche alla quantità di persone che entra qui dentro, essendo un locale gettonato il personale può avere delle défaillance, è giustificabile, le sanzioni comunque rimangono perché ci sono le leggi".

"Il proprietario del Gambrinus comunque pagherà la sanzione e ha promesso di fare una donazione alla scuola cani guida di Scandicci".

E Noemi Marano, ragazza non vedente, ricorda l'importanza dei cani guida: "Il cane guida sono gli occhi di chi non vede. Io dico sempre: se gli occhi non li hai in viso, li hai vicino a te, perché un cane ti fa evitare un palo o si ferma su uno scalino, è un rapporto di simbiosi. Se si rifiuta un cane guida è come se si rifiutasse la persona stessa che il cane accompagna".