Roma, (askanews) - Le lacrime, lo sguardo rivolto verso il basso, il volto coperto dal cappellino. Andy Murray annuncia il ritiro dal tennis mondiale in una conferenza stampa interrotta più volte da singhiozzi e pianti.

L'ex numero uno del tennis, classe 1987, appende così la racchetta al chiodo: troppo forte il dolore all'anca. Anche se la speranza del giocatore scozzese è quella di resistere fino a luglio per arrivare a giocare il torneo di Wimbledon, è molto probabile che la sua carriera si chiuderà con l'Australian Open, il grande slam che apre i battenti il 14 gennaio.

"Il dolore è il motivo principale, posso giocare con forti limitazioni, ma non riesco ad allenarmi, non riesco a provare piacere nel giocare".

"Ho detto alla mia squadra che cercherò di arrivare a Wimbledon, ma non sono sicuro di essere in grado di farlo. C'è la possibilità che gli Australian Open siano il mio ultimo torneo".

Lo scozzese, tre volte vincitore di un torneo del Grande Slam, insieme a Federer, Nadal e Djokovic, ha fatto la storia del tennis degli ultimi dieci anni. 45 titoli Atp, tra cui tre Slam (oltre ai due Wimbledon anche gli Us Open 2012), e due ori olimpici, a Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016, Murray aveva salutato sui social il 2018 definendolo un anno da incubo (di merda).