Palermo, 4 feb. (askanews) - I nomi delle vittime di mafia e terrorismo intagliati sulle cortecce di due alberi piantati all'interno del giardino della biblioteca comunale di Palermo, nel plesso di Casa Professa. L'installazione, dal titolo "Genealogia di Damnatio Memoriae, Palermo 1947-1992", è ad opera delle artiste Goldschmied & Chiari, e rientra nell'ambito del Progetto Fondazione Cultura e Arte per Ballarò, lo storico centralissimo quartiere del capoluogo siciliano. Un'iniziativa che fa seguito alla mostra Foresta Urbana, fortemente voluta dal Professor Avvocato Emmanuele Emanuele nei mesi scorsi a Palermo. "Ho sempre ritenuto che l'arte debba essere a contatto col mondo che la circonda, e in particolare, per la mia sensibilità sociale, a coloro che vivono nei quartieri meno fortunati delle periferie delle città - ha detto il Prof. Emmanuele Emanuele. Oggi accade di installare un'opera meravigliosa e bellissima che a mio avviso è la più opportuna perché fissa nella memoria una delle più grandi tragedie della nostra terra e mi pareva doveroso venisse ricordata. Questa installazione verrà fatta qui a Ballarò, e sono felice che si sia ritrovato un percorso comune con la città".

L'installazione è costituita da due alberi intagliati dove la genealogia familiare viene sostituita da una genealogia politica; quella costituita dai nomi delle vittime, dalle date, e dai luoghi degli omicidi, delle stragi di mafia avvenute nell'area di Palermo, che si dispiegano da Portella della Ginestra a Via d'Amelio, e di cui sono stati vittime uomini di Stato. Magistrati, poliziotti, carabinieri e politici. Le date ed i luoghi degli avvenimenti sono intagliati sul tronco e sui rami, utilizzando i caratteri delle genealogie dinastiche.

La forte connotazione dell'opera, legata alla memoria, è confermata dalla sua collocazione in un luogo particolarmente simbolico, quale il plesso della Biblioteca Comunale, nel quale Paolo Borsellino nel 1992 tenne il suo ultimo dibattito nell'atrio della Biblioteca, successivamente a lui dedicato. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha lodato l'iniziativa fortemente voluta da Emmanuele. "Il Prof Emmanuele è un cittadino palermitano che ritorna a Palermo per dare un contributo di rinascimento a Palermo - ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando -. E un contributo di rinascita culturale. Per questo mi è sembrato opportuno conferirgli il primo titolo di ambasciatore di Palermo culture".