Norme e Tributi

Terzo settore, ecco i limiti per le attività diverse degli enti

Il decreto del ministero del Lavoro fissa i limiti per le attività diverse degli enti del Terzo settore. Sono due gli aspetti a cui fare attenzione: strumentalità e secondarietà. Il primo ricorre ogni volta l'attività sia funzionalmente orientata alla realizzazione di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale dell'ente. Per quanto riguarda la secondarietà, invece, occorrerà rispettare i due parametri quantitativi, da utilizzare alternativamente. Il decreto prevede, infatti, che i ricavi da attività diverse non dovranno essere superiori o al 30% delle entrate complessive dell'ente oppure al 66% dei costi complessivi. Quest'ultimo criterio potrà essere adottato dalla maggior parte delle realtà associative prive di ricavi da attività di interesse generale. L'esperto del Sole 24 Ore, Gabriele Sepio, spiega quali sono gli effetti delle nuove regole
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